Il Centro studi dell’associazione analizza le disposizioni su apparecchi, scommesse, Bingo, lotterie e nuove estrazioni. Solo la revisione del prelievo sulle slot vale 1,15 miliardi; dalle proroghe di scommesse e reti telematiche attesi altri 843 milioni. Per il Gratta e Vinci corrispettivo di 188 milioni, mentre la quinta estrazione di Lotto e SuperEnalotto produce 117 milioni. Il presidente Longobardi: «Confermata l’importanza economica di un comparto che contribuisce in misura significativa alle entrate dello Stato»
Le nuove disposizioni sul gioco pubblico contenute nella manovra economica per il 2027 prevedono oltre 2,5 miliardi di euro di entrate erariali nel triennio 2027-2029, considerando i principali interventi fiscali e concessori, le nuove estrazioni e le misure di regolarizzazione.
È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, elaborata sulla base del disegno di legge di Bilancio e della relativa Relazione tecnica. Il pacchetto interviene su una parte rilevante del sistema nazionale dei giochi, attraverso la revisione del prelievo sugli apparecchi con vincita in denaro, la proroga onerosa delle concessioni fino al 2029, la ridefinizione dei corrispettivi del Bingo e l’introduzione di una quinta estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto.
La componente principale è rappresentata dalla modifica del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento, dalla quale il Governo stima 1.155 milioni di euro di maggior gettito nel triennio: 334 milioni nel 2027, 365 milioni nel 2028 e 456 milioni nel 2029. Un secondo capitolo riguarda le concessioni per la raccolta delle scommesse su rete fisica e la gestione delle reti telematiche degli apparecchi: la proroga fino al 31 dicembre 2029 comporta corrispettivi stimati in 281 milioni annui, per complessivi 843 milioni. A questi importi si aggiungono i 188 milioni previsti per la proroga della concessione delle lotterie a estrazione istantanea, i 64,5 milioni di canoni Bingo nel triennio e i 116,7 milioni di maggior utile erariale atteso dalla quinta estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto. Il quadro evidenzia il peso del gioco pubblico nella programmazione finanziaria, ma anche una distinzione fondamentale: non tutte le somme rappresentano nuove entrate rispetto alla legislazione vigente.
La revisione del prelievo sugli apparecchi produce un maggior gettito stimato, mentre le proroghe concessorie comportano versamenti che devono essere valutati rispetto alle entrate già previste e alla continuità dei rapporti concessori. Le misure delineano un intervento orientato a consolidare le entrate pubbliche e a garantire continuità operativa agli operatori autorizzati.
«Le disposizioni sui giochi contenute nella manovra confermano l’importanza economica di un comparto che contribuisce in misura significativa alle entrate dello Stato e che opera attraverso una rete articolata di imprese, concessionari, esercizi commerciali e lavoratori. La scelta del Governo di assicurare continuità alle concessioni e di intervenire sul sistema fiscale risponde all’esigenza di garantire stabilità al gettito e certezza alle attività economiche autorizzate. È un’impostazione che può essere valutata positivamente, soprattutto in una fase nella quale la prudenza nella gestione dei conti pubblici resta una condizione essenziale per sostenere la crescita. Occorre tuttavia evitare che la necessità di assicurare risorse all’Erario prevalga sull’esigenza di costruire un sistema regolatorio equilibrato e duraturo. Le imprese hanno bisogno di regole chiare, di condizioni concorrenziali trasparenti e di una prospettiva sufficientemente stabile per programmare investimenti e occupazione. La proroga delle concessioni fino al 2029 offre continuità, ma non può sostituire indefinitamente una riforma organica del settore. È inoltre importante distinguere tra l’obiettivo di rafforzare il gettito e quello di ampliare la partecipazione al gioco. La tutela dei consumatori, la prevenzione delle dipendenze e il contrasto all’illegalità devono accompagnare ogni intervento. Un sistema pubblico ben regolato deve saper conciliare le esigenze dello Stato, la sostenibilità delle imprese e la responsabilità sociale. La sfida è trasformare la stabilità finanziaria assicurata dalle nuove disposizioni in un’occasione per modernizzare il comparto, rafforzare i controlli e garantire condizioni di mercato più efficienti ed equilibrate» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, le disposizioni sul gioco pubblico contenute nella legge di bilancio per il 2027 delineano un intervento di particolare rilievo per le entrate dello Stato e per l’assetto economico di un comparto che comprende concessionari, gestori di apparecchi, sale specializzate, punti vendita, esercizi commerciali e imprese della filiera tecnologica. Le misure si sviluppano lungo tre direttrici principali: la revisione della tassazione sugli apparecchi con vincita in denaro, la proroga onerosa delle concessioni fino al 2029 e l’ampliamento delle occasioni di gioco attraverso una nuova estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto. A queste disposizioni si aggiungono gli interventi sulle lotterie istantanee, sul Bingo, sugli apparecchi senza vincita in denaro e sulle procedure di regolarizzazione e definizione delle pendenze pregresse. Nel complesso, le quantificazioni relative alle principali misure raggiungono 2,515 miliardi di euro nel triennio 2027-2029, un ammontare che conferma il peso del settore nella programmazione delle finanze pubbliche. Il dato comprende, tuttavia, entrate di natura differente: maggior gettito fiscale, corrispettivi concessori, versamenti straordinari e altre somme connesse alle nuove disposizioni. Non rappresenta, pertanto, un incremento netto di pari importo rispetto alle entrate già previste a legislazione vigente.
La fotografia delle entrate: 880 milioni nel 2027, 778 milioni nel 2028 e 802 milioni nel 2029.
L’analisi delle singole disposizioni evidenzia una distribuzione delle entrate relativamente equilibrata nel triennio, pur con differenze legate alla diversa natura degli interventi. Nel 2027 le somme quantificate raggiungono 880,51 milioni di euro, nel 2028 si attestano a 777,63 milioni e nel 2029 salgono a 801,87 milioni. Il primo anno presenta l’importo più elevato soprattutto per effetto del versamento di 188 milioni previsto per la proroga delle lotterie istantanee, che si concentra interamente nel 2027. Negli anni successivi, il contributo più importante deriva dalla revisione del prelievo erariale unico sugli apparecchi, il cui gettito cresce progressivamente, passando da 334 milioni nel 2027 a 365 milioni nel 2028 e a 456 milioni nel 2029. La proroga delle concessioni delle scommesse e delle reti telematiche assicura invece un flusso costante di 281 milioni annui, mentre il Bingo e la quinta estrazione del Lotto e del SuperEnalotto contribuiscono con importi più contenuti, ma comunque significativi.
Apparecchi da gioco, oltre 1,15 miliardi di maggior gettito.
La revisione del prelievo erariale unico sugli apparecchi con vincita in denaro costituisce la componente finanziariamente più rilevante dell’intervento. Dal 1° gennaio 2027, l’aliquota applicata agli apparecchi AWP, comunemente identificati come slot machine, passa dal 24% al 25% delle somme giocate, mentre quella relativa alle VLT aumenta dall’8,6% al 9,6%. In entrambi i casi, l’incremento è pari a un punto percentuale. È previsto un trattamento differenziato per gli apparecchi AWP programmati per assicurare una restituzione in vincite non inferiore al 70% delle somme giocate: per questi dispositivi l’aliquota viene fissata al 20%, nell’ambito del percorso di transizione verso apparecchi che consentano il gioco soltanto da ambiente remoto. La combinazione delle nuove aliquote determina un maggior gettito stimato in 334 milioni nel 2027, 365 milioni nel 2028 e 456 milioni nel 2029, per complessivi 1.155 milioni di euro nel triennio. Si tratta del 45,9% delle entrate complessivamente quantificate nell’analisi. L’intervento modifica anche i limiti economici delle singole partite, portando da uno a due euro l’importo massimo della giocata e da 100 a 200 euro quello della vincita. Le nuove disposizioni incidono quindi sia sul trattamento fiscale sia sulle caratteristiche del prodotto di gioco, con possibili conseguenze sui comportamenti dei consumatori e sull’organizzazione economica degli operatori. L’incremento del prelievo ordinario può comprimere i margini disponibili lungo la filiera, mentre l’aliquota differenziata al 20% introduce un elemento di convenienza per gli apparecchi che soddisfano i requisiti previsti. Gli effetti effettivi dipenderanno dalla composizione del parco installato, dall’evoluzione della raccolta, dagli accordi economici tra concessionari, gestori ed esercenti e dai costi necessari per l’adeguamento tecnologico. La sostenibilità del sistema dovrà essere valutata anche considerando la capacità delle imprese di mantenere gli investimenti e assicurare la continuità delle attività autorizzate.
Scommesse e reti telematiche, 843 milioni dalle proroghe delle concessioni.
Un secondo capitolo di particolare importanza riguarda la proroga fino al 31 dicembre 2029 delle concessioni per la raccolta delle scommesse su rete fisica e per la gestione delle reti telematiche degli apparecchi AWP e VLT. L’intervento risponde all’esigenza di garantire continuità alla raccolta legale e alle relative entrate pubbliche, in attesa del completamento della riforma organica del settore. La proroga comporta il pagamento di corrispettivi specifici, differenziati in funzione della tipologia e del numero dei diritti concessori. Per le scommesse, il versamento annuale è fissato in 14.250 euro per ciascun diritto relativo ai punti vendita che svolgono il gioco come attività principale e in 8.550 euro per quelli nei quali il gioco rappresenta un’attività accessoria. La rete presa a riferimento comprende 5.693 diritti della prima categoria e 4.180 della seconda. Considerando una riduzione prudenziale del 2% dei diritti oggetto di proroga, le entrate previste ammontano a circa 114,5 milioni di euro annui, per un totale di 343,5 milioni nel triennio. Per le reti telematiche degli apparecchi sono previsti corrispettivi di 150 euro per ciascun nulla osta AWP e di 7.500 euro per ciascun diritto VLT, riferiti all’intera durata della proroga. La quantificazione considera 243.000 nulla osta AWP e 61.737 diritti VLT, dai quali derivano rispettivamente circa 36,45 milioni e 463,03 milioni di euro complessivi. Gli importi vengono distribuiti sui tre anni, con versamenti annuali pari a circa 12,15 milioni per le AWP e 154,35 milioni per le VLT. Sommando le diverse componenti, le proroghe delle scommesse e delle reti telematiche producono entrate quantificate in 281 milioni annui, equivalenti a 843 milioni nel triennio. Il valore rappresenta circa un terzo del totale delle misure esaminate e conferma l’importanza economica dei diritti concessori nella gestione del gioco pubblico. La continuità fino al 2029 offre agli operatori un orizzonte temporale definito, utile per programmare attività e investimenti. Allo stesso tempo, i nuovi corrispettivi costituiscono impegni finanziari che incidono sulla redditività delle concessioni. Per le scommesse, gli oneri risultano aumentati del 50% rispetto ai precedenti importi di proroga, una scelta che valorizza economicamente la prosecuzione dei diritti ma rende ancora più importante verificare la sostenibilità delle attività, soprattutto per gli operatori di minori dimensioni e per i punti vendita caratterizzati da volumi di raccolta più contenuti. Sul piano regolatorio, la proroga garantisce stabilità nel breve periodo, ma rinvia la definizione di un assetto definitivo del mercato, che dovrebbe assicurare condizioni concorrenziali trasparenti, regole omogenee e adeguata certezza per gli investimenti.
Bingo, quasi 70 milioni tra canoni e rideterminazione delle indennità.
Le concessioni per la raccolta del Bingo vengono prorogate fino al 31 dicembre 2029, con l’introduzione di un sistema di indennità mensili commisurate al fatturato delle singole sale. Il nuovo meccanismo prevede 81 scaglioni e importi compresi tra 6.500 e 14.500 euro mensili. Il primo scaglione riguarda le sale con fatturato annuo non superiore a 1,2 milioni di euro; per ogni incremento di 200.000 euro del fatturato, l’indennità mensile aumenta di 100 euro, fino al raggiungimento dell’importo massimo previsto per le sale con fatturato superiore a 17 milioni. La scelta di collegare il corrispettivo al volume economico dell’attività risponde all’esigenza di rendere gli oneri maggiormente proporzionati alle dimensioni delle singole concessioni. Le entrate annue previste ammontano a 21,5 milioni di euro, per un totale di 64,5 milioni nel triennio. La disciplina interviene anche sulla rideterminazione delle indennità relative agli anni dal 2018 al 2026, prevedendo un meccanismo di ricalcolo che tiene conto dei corrispettivi già versati. Per il 2027 è quantificato un effetto finanziario positivo aggiuntivo di circa 4,64 milioni di euro. L’importo complessivo attribuito alle disposizioni sul Bingo raggiunge quindi 26,14 milioni nel 2027 e 21,5 milioni in ciascuno dei due anni successivi, per un totale di 69,14 milioni nel triennio. La commisurazione al fatturato introduce un criterio economico oggettivo, ma non elimina tutte le differenze tra gli operatori: sale con ricavi simili possono presentare costi di gestione, livelli di occupazione e margini operativi differenti. Sarà quindi importante valutare gli effetti dei nuovi canoni sulla redditività delle attività e sulla capacità delle imprese di sostenere gli investimenti necessari per il mantenimento degli standard di servizio e sicurezza.
Gratta e Vinci, 188 milioni per la proroga della concessione.
La manovra proroga fino al 31 dicembre 2029 la concessione delle lotterie a estrazione istantanea, comprese quelle con partecipazione a distanza, prevedendo il versamento di un corrispettivo complessivo di 188 milioni di euro. L’importo dovrà essere corrisposto nel 2027 attraverso due rate da 94 milioni, con scadenza rispettivamente il 31 marzo e il 30 settembre. La quantificazione del valore economico della proroga prende a riferimento il corrispettivo di 800 milioni previsto per la concessione novennale originaria, successivamente rivalutato del 70% in considerazione dell’aumento della raccolta e delle caratteristiche del regime concessorio. Il valore così determinato viene rapportato ai quindici mesi di estensione della concessione, fino alla nuova scadenza del dicembre 2029. L’intervento concentra nel 2027 un’entrata rilevante e conferma il valore economico delle concessioni caratterizzate da diritti di esclusiva. La proroga assicura continuità alla gestione delle lotterie istantanee, ma rende necessario mantenere alta l’attenzione sul rapporto tra durata dei diritti, remunerazione economica della concessione e prospettive di apertura concorrenziale. La valorizzazione delle proroghe attraverso corrispettivi specifici consente allo Stato di ottenere risorse immediate, ma non sostituisce la necessità di una programmazione ordinata delle future procedure di affidamento.
Lotto e SuperEnalotto, 117 milioni dalla quinta estrazione settimanale.
La manovra introduce una quinta estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto, da svolgere il mercoledì, ampliando il calendario dei concorsi e le occasioni di partecipazione. La misura è accompagnata da una previsione di maggior utile erariale pari a 30,5 milioni di euro nel 2027 e 43,1 milioni annui dal 2028, per un totale di 116,7 milioni nel triennio. Il Lotto contribuisce per 15,7 milioni nel primo anno e per 22,2 milioni in ciascuno dei due successivi, mentre il SuperEnalotto produce rispettivamente 14,8 milioni e 20,9 milioni annui dal 2028. Nel complesso, il Lotto rappresenta 60,1 milioni delle entrate aggiuntive del triennio e il SuperEnalotto 56,6 milioni. La previsione tiene conto del fatto che una nuova estrazione non determina necessariamente un aumento proporzionale della raccolta, perché una parte delle giocate potrebbe essere semplicemente redistribuita tra i diversi concorsi. La crescita attesa dipende quindi dalla capacità della quinta estrazione di generare una partecipazione effettivamente aggiuntiva rispetto al calendario precedente. Dal punto di vista delle finanze pubbliche, la misura presenta una caratteristica diversa rispetto agli aumenti delle aliquote fiscali: il maggior gettito deriva dall’ampliamento dell’offerta e non da un incremento diretto del prelievo sulle giocate già esistenti. Questo aspetto rende particolarmente importante il monitoraggio dei comportamenti dei consumatori e degli eventuali effetti sociali, soprattutto in relazione alla frequenza della partecipazione e alla prevenzione del gioco problematico.
Apparecchi senza vincita e sale da gioco, altri 143 milioni di entrate quantificate.
Ulteriori interventi riguardano gli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro e specifiche tipologie di sale. Le nuove disposizioni modificano alcuni parametri economici degli apparecchi, prevedendo, per determinate categorie, l’aumento da uno a due euro del costo massimo della partita. Viene inoltre introdotta una procedura di regolarizzazione per apparecchi installati prima del 2003 e per altre categorie individuate dalla normativa, subordinata al rispetto di specifici requisiti tecnici e amministrativi. Per il mantenimento in esercizio è richiesto un versamento una tantum di 1.000 euro per apparecchio. Considerando una platea stimata di 15.000 dispositivi, l’entrata prevista per il 2027 è pari a 15 milioni di euro. Le disposizioni relative alle sale e agli apparecchi contemplano ulteriori adempimenti e meccanismi autorizzatori, con effetti finanziari quantificati in 5,87 milioni nel 2027, 66,03 milioni nel 2028 e 56,27 milioni nel 2029. Il totale del triennio raggiunge 128,17 milioni. Sommando queste quantificazioni ai 15 milioni della regolarizzazione, il complesso delle misure relative agli apparecchi senza vincita e alle sale ammonta a 143,17 milioni di euro. Gli interventi rispondono a esigenze di aggiornamento della disciplina e di regolarizzazione delle attività, ma introducono anche nuovi obblighi e costi che dovranno essere considerati dalle imprese interessate, soprattutto da quelle di minori dimensioni.
Le pendenze del passato, quasi 90 milioni ancora da recuperare.
Un capitolo distinto riguarda la definizione delle pendenze relative al contributo una tantum introdotto nel 2015 a carico della filiera degli apparecchi con vincita in denaro. L’intervento originario prevedeva un versamento complessivo di 500 milioni di euro, da ripartire tra i soggetti interessati secondo le disposizioni allora vigenti. Il pagamento è stato soltanto parzialmente assolto, anche a causa del contenzioso sviluppatosi nel tempo tra concessionari, operatori della filiera e amministrazione. Le somme ancora da riscuotere ammontano a 89,47 milioni di euro, un importo che riflette la difficoltà di recuperare crediti risalenti e distribuiti tra soggetti economici che, in alcuni casi, hanno modificato o cessato la propria attività. La nuova disciplina introduce una procedura di definizione agevolata che consente ai concessionari, a determinate condizioni e previa rinuncia al contenzioso, di ottenere una riduzione dell’importo residuo e l’esonero dal pagamento degli interessi. L’obiettivo è favorire il recupero di somme la cui riscossione integrale presenta margini di incertezza e ridurre il rischio di ulteriori controversie. I 89,47 milioni rappresentano tuttavia il valore del debito residuo e non un’entrata aggiuntiva automaticamente acquisibile. Gli incassi effettivi dipenderanno dal numero delle adesioni, dalle condizioni applicabili e dagli importi concretamente versati. Per questa ragione, il valore non viene sommato ai 2,515 miliardi delle altre misure.
L’impatto sulle imprese: stabilità delle concessioni e aumento degli oneri.
L’insieme delle disposizioni produce effetti economici differenti sui soggetti della filiera. La proroga delle concessioni fino al 2029 offre un periodo di continuità amministrativa e operativa, evitando interruzioni nella raccolta legale e consentendo alle imprese di programmare le attività nel medio termine. La stabilità del quadro concessorio può favorire il mantenimento degli investimenti tecnologici, l’organizzazione delle reti distributive e la continuità occupazionale. Parallelamente, l’aumento del prelievo sugli apparecchi e l’introduzione di nuovi corrispettivi determinano oneri finanziari aggiuntivi che incidono sulle condizioni economiche degli operatori. La questione assume particolare rilievo per le piccole e medie imprese che operano come gestori, esercenti, fornitori di servizi e attività commerciali collegate al gioco pubblico. La distribuzione degli oneri lungo la filiera dipende dagli accordi contrattuali, dai volumi di raccolta e dai margini disponibili. Le imprese di dimensioni più contenute possono avere una capacità inferiore di assorbire gli incrementi dei costi, soprattutto quando operano in mercati locali caratterizzati da una domanda limitata o da costi fissi elevati. La sostenibilità economica delle nuove disposizioni dovrà pertanto essere valutata non soltanto in relazione alle entrate dello Stato, ma anche alla capacità del sistema autorizzato di mantenere una rete efficiente e competitiva. Non sono invece disponibili elementi sufficienti per quantificare con attendibilità l’impatto complessivo sull’occupazione, né per attribuire alle singole misure un numero preciso di posti di lavoro creati o perduti.
Il nodo della riforma delle concessioni e della concorrenza.
La proroga fino al 2029 delle concessioni per scommesse, reti telematiche, Bingo e lotterie istantanee costituisce una scelta di continuità che permette di mantenere operativi i principali segmenti del mercato regolato. Il rinvio delle nuove procedure di affidamento offre un orizzonte temporale definito, ma conferma che la riforma organica del gioco pubblico sulla rete fisica rappresenta ancora un obiettivo da completare. L’assetto futuro dovrà affrontare questioni rilevanti, tra cui la durata delle concessioni, i criteri di assegnazione, il valore economico dei diritti, le condizioni di accesso al mercato, gli obblighi tecnologici e i requisiti di sostenibilità finanziaria. La definizione di un quadro stabile è importante sia per le imprese già presenti sia per i potenziali nuovi operatori. Regole trasparenti e procedure competitive possono favorire una migliore allocazione delle risorse, una maggiore efficienza e investimenti orientati all’innovazione. Al tempo stesso, l’esigenza di garantire continuità alla raccolta legale e ai controlli pubblici impone di evitare vuoti regolatori o transizioni disordinate. L’equilibrio tra questi obiettivi costituisce uno dei principali nodi di politica economica del settore, destinato ad assumere crescente rilievo con l’avvicinarsi della scadenza delle proroghe.


DEGLI APPARECCHI CON VINCITA IN DENARO

DELLE CONCESSIONI






