9 Colonne – BCE, UNIMPRESA: CON TASSO AL 2,25% ALLARME CREDITO PER IMPRESE E FAMIGLIE
Pubblicato su 9 Colonne il giorno 11/06/2026
Pubblicato su 9 Colonne il giorno 11/06/2026
GLI EFFETTI SULLE TASCHE DEGLI ITALIANI. Lo studio Fabi: «Con un finanziamento da 250mila euro aggravio di 2.100 l’anno». Unimpresa: rischio stretta sul credito Pubblicato su Libero Quotidiano il giorno 12/06/2026
Analisi dell’associazione: mutui e credito al consumo in contrazione, quota tasso variabile dimezzata in 15 anni. Il presidente Longobardi: «Italia ha saputo gestire con equilibrio e prudenza la propria esposizione debitoria». La stabilità politica, la crescita dei redditi, l’aumento dell’occupazione e la riduzione della precarietà lavorativa hanno rafforzato i bilanci domestici, diminuendo la necessità di ricorrere al credito
Analisi dell’associazione: mutui e credito al consumo in contrazione, quota tasso variabile dimezzata in 15 anni. Il presidente Longobardi: «Italia ha saputo gestire con equilibrio e prudenza la propria esposizione debitoria». La stabilità politica, la crescita dei redditi, l’aumento dell’occupazione e la riduzione della precarietà lavorativa hanno rafforzato i bilanci domestici, diminuendo la necessità di ricorrere al credito
Trenta miliardi di ricapitalizzazioni. Ma lo Stato è rientrato del denaro speso. Recuperate quasi totalmente le risorse usate per il salvataggio. Tuttavia i benefici fiscali e i dividendi sono andati soltanto ai privati di Michele Berti – Pubblicato su Quotidiano Nazionale il giorno 10/06/26
L’ad di Monte dei Paschi Lovaglio studia le contromosse, i margini sono stretti. Mentre Unicredit dà la scalata a Commerzbank Di Luigi Pandolfi – Pubblicato su Il Manifesto il giorno 10/06/2026
L’analisi. di Sandro Trento – Pubblicato su Domani il giorno 10/06/2026
Analisi dell’associazione: mutui e credito al consumo in contrazione, quota tasso variabile dimezzata in 15 anni. Il presidente Longobardi: «Italia ha saputo gestire con equilibrio e prudenza la propria esposizione debitoria». La stabilità politica, la crescita dei redditi, l’aumento dell’occupazione e la riduzione della precarietà lavorativa hanno rafforzato i bilanci domestici, diminuendo la necessità di ricorrere al credito
Ritorno al futuro. Ecco i gruppi industriali e le dinastie familiari che hanno puntato sui mini-reattori di domani Di Gian Maria De Francesco e Sofia Fraschini – Pubblicato su Moneta il 06/06/2026