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Passera propone un patto tra Governo e Parti sociali sulla produttività

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«Un grande patto per la produttività». È questa la proposta, sul fronte delle misure per lo sviluppo, che avanza il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera. «Un accordo tra governo, imprese e sindacati, per riformare la contrattazione e puntarla sul rilancio della competitività del Sistema-Italia», spiega a ‘La Repubblicà. In questa partita, secondo lo schema del ministro Passera, il governo non si limiterà a fare da arbitro ma metterà sul piano qualcosa: «la detassazione del salario di produttività». Le imprese e i sindacati, da parte loro, dovranno raggiungere un’intesa che ruota intorno a un diverso assetto della contrattazione. Quella di secondo livello, cioè il contratto aziendale, diventa preponderante, ed assorbe la quasi totalità degli aumenti salariali (come già prevedevano gli accordi di luglio e settembre 2011). Quella di primo livello, cioè il contratto nazionale, resta per la parte normativa, ovviamente, e anche per una minima parte economica, che deve coprire l’inflazione attraverso una revisione del meccanismo di adeguamento automatico in base alle previsioni sull’andamento dell’indice dei prezzi armonizzato a livello europeo (il cosiddetto Ipca). Ma anche per questa parte residua di salario, secondo Passera, «dovrebbe scattare un sistema di aggancio automatico agli incrementi di produttività».