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    Categories: Turismo

Il turismo ai tempi del Covid-19

Viviamo messi in standby da più di un mese e per quanto noi tutti operatori del turismo vogliamo essere ottimisti, la realtà è molto lontana dalle aspettative e dai progetti.

In queste settimane l’italia e il mondo intero, hanno conosciuto l’aggressività di questo virus sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico, colpendo tutti indistintamente.

C’è chi potrebbe parlare di “virus democratico” avendo visto come niente e nessuno sia stato risparmiato.

Al di là dei disegni astratti sull’incidenza della pandemia, ci siamo rivelati del tutto impreparati nel dovere affrontare un’emergenza di questa portata ma soprattutto non abbastanza forti economicamente.

Sull’economia si gioca tutto. La ripartenza è difficile (non impossible), in un susseguirsi di eventi e decisioni che andranno a modificare la nostra quotidianità.

Guardando la TV da spettatrice e come operatrice del settore, sento parlare di ricominciare, tutti noi stiamo cercando di riorganizzare ogni cosa con le giuste precauzioni ma poi mi domando se questo settore, il nostro settore, sarà in grado di farlo e in che modo.

Le mille restrizioni sono importanti e noi tutti dobbiamo adeguarci per contribuire in positivo ma sarà qualcosa di nuovo a cui dovremo imparare ad abituarci, cambierà il nostro stile di vita. L’ hospitality tende a mettere sopra ogni cosa i rapporti umani, le distanze non ci sono amiche ma riusciremo ad essere “cautamente vicini”, fa sorridere come immagine.

Se poi pensiamo a quel turismo fatto di viaggi di gruppo che spesso caratterizza anche la nostra fetta di incoming, potremmo pensare che quest’anno non conoscerà alba.

Sarà sempre più difficile raggiungere un numero di viaggiatori disposti a partire e fino a quando non sarà dichiarata la fine di questa emergenza mondiale, il traffico aereo internazionale sarà limitato.  Nel tessuto sociale, la mancanza di possibilità economica grava anche sui fruitori del  turismo, l’altra faccia della nostra medaglia ammaccata.

Non tutti sono disposti in previsione di una stagione estiva ad organizzare una vacanza, per “possiamo farne a meno di alberghi e ristoranti, conserviamo il poco che abbiamo”.  Osservando tutti questi aspetti, ci rendiamo conto che l’industria del turismo ha subito un calo enorme del fatturato, con stime sempre variabili. La certezza è che viviamo nell’incertezza totale.

Stiamo perdendo una stagione turistica che ipoteticamente doveva già essere a pieno regime e nessuno potrà ripagarci del tempo e del lavoro.

Come sopravvivere? Abbiamo bisogno di aiuti concreti: l’eliminazione o riduzione delle tasse per una categoria che non ha prodotto, ristorazione e hotellerie non possono restare tra incudine e martello. Agevolazioni su eventuali assunzioni per il prossimo anno, cercando in questo modo di aumentare il tasso occupazionale.

Come incentivare le persone a viaggiare? In questo possiamo proporre e lo Stato può pensare a dei Bonus Vacanze: per incentivare il turismo sull’intero territorio nazionale il viaggiatore avrà diritto a delle agevolazioni fiscali per tutto l’anno corrente e per il 2021. Non sarà una soluzione definitiva ma un inizio. 

La campagna “rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo” non risulta difficile, siamo avvantaggiati per bellezza, arte, cultura, gastronomia e per il famoso Made in Italy che da sempre ci contraddistingue.

Ripartiamo da noi , impariamo ad apprezzare ciò che ci circonda ciò che prima davamo per scontato, oggi ci manca. Impariamo a scoprire la bellezza di passeggiare per piazza della Signoria e calpestare le strade dei grandi artisti del Rinascimento, impariamo ad ammirare i millenni di storia ancora in piedi negli scavi di Pompei, impariamo a riconoscere i colori di un tramonto sulla laguna di Venezia.

Impariamo perché il nostro libro di testo ha immagini meravigliose. 


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