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Azzeramento dell’IVA per 3 mesi e deducibilità piena dei costi delle imprese per un vero shock economico

di Marco Salustri

Le parole non servono più, siamo arrivati ad un punto di non ritorno per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane. Ribadire che serve un’azione decisa da parte del Governo appare del tutto scontato.  Ma di scontato, con questo Governo, non c’è nulla.

Il Bazooka finanziario, recentemente annunciato da un roboante Presidente del Consiglio, si è definitivamente trasformato in una stellina di Capodanno nelle mani di un bambino.

Le banche si trovano in una situazione di totale confusione tra scarsa chiarezza da parte del Governo che dovrebbe garantire i prestiti ma dei quali non ha  illustrato sul piano pratico la fattibilità  e il coordinamento con gli istituti di credito. Questi finanziamenti diventano, quindi, un miraggio come un’oasi nel deserto.

Gli imprenditori hanno un bisogno vitale di liquidità perché hanno esaurito completamente le proprie finanze e lo si vede dalle grida di dolore da parte degli stessi, pubblicati sulle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Ricordo che le piccole imprese, spesso, basano la propria vita economica su una liquidità così detta di “cassetto”, ossia una liquidità che basa i suoi flussi nell’arco di uno o due giorni.

Le imposte, che gravano su imprenditori e lavoratori autonomi, hanno superato, ormai, il 60% di tassazione che conseguentemente è la più pesante tra i “parenti europei”.

A fronte di questo scenario, le mosse del Governo sono state quelle di rinviare i pagamenti delle imposte, prassi ormai consolidata negli anni ma che si è rivelata solo a tenere gli animi dei contribuenti  calmi ma che, oggi, non è più accettabile.

Come se non bastasse, pochi giorni fa, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha annunciato che dal 1 giungo 2020, salvo urgentissime proroghe, farà partire oltre 8 milioni di cartelle verso i contribuenti. 

Quanto descritto sopra è la ricetta perfetta per “eliminare” dal mercato oltre il 60% delle piccole e medie imprese italiane e, quindi, farle “divorare” da competitor internazionali o, ancor peggio, essere consegnate rapidamente nelle mani di organizzazioni criminali che hanno una liquidità tale da poterle compare senza il minimo sforzo.

I veri shock finanziari non possono essere compiute attraverso promesse o deresponsabilizzazioni  che ricadono come piombo su  Regioni , Comuni e Province che devono applicare norme farraginose e non chiare. 

La realtà è che le banche stanno erogando finanziamenti con il conta gocce perché non ritengono affidabili le garanzie dello Stato. Il Governo non riduce imposte e tasse perché è fortemente legato a logiche e imposizioni europee che, orami, non possono più applicarsi nella realtà odierna.

Di fatto l’Europa ha dimostrato che l’unica cosa che conta sono gli egoismi delle singole Nazioni che curano esclusivamente il proprio orticello ossia le proprie banche e il loro sistema finanziario.

Allora perché non mettere in campo un progetto  che, per una volta, metta l’Italia veramente in primo piano?

Se venisse azzerata l’iva sui consumi, per un periodo limitato , come ad esempio tre mesi, questa operazione ingenererebbe una fortissima spesa da parte dei contribuenti, che si vedrebbero “risparmiare” circa il 20% su beni di ordinario consumo e il 4% o il 10% su beni di prima necessità, e rimetterebbe  in circolazione ingenti somme di denaro e la possibilità di far ripartire, rapidamente, le imprese. Inoltre, queste dovrebbero vedersi riconosciute detrazioni pari al 100%, con riferimento ai costi inerenti la propria attività, contribuendo, dunque, ad abbassare la tassazione di oltre 15 punti percentuali.

Sarebbe auspicabile che il Governo facesse una considerazione numerica interna, in tal senso, perché darebbe una spinta alla ripresa e uno shock di liquidità, senza precedenti, e senza riversare sulle banche la responsabilità di finanziamenti che stanno tardando eccessivamente a materializzarsi. 

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