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    Categories: Turismo

Turismo. “Impegno dall’alto”, istituzioni e professionisti, come ripartire insieme.

di Pasqualina Costantino

Chi vive al sud è consapevole della fortuna da cui è circondato: bellezza paesaggistica, clima, mare ma allo stesso tempo c’è la consapevolezza di vivere in un territorio che risulta sempre un po’ dimenticato dalle Istituzioni e troppo spesso criticato, come se il Meridione non fosse Italia.

L’estero smentisce la percezione del resto del paese: viviamo in territori apprezzati in tutto il mondo che attirano ogni anno migliaia di turisti e nonostante ciò manchiamo di una buona macchina amministrativa per gestire questa splendida cornice malconcia. 

Io stessa ogni giorno mi interfaccio e vivo una realtà come Pompei. Piccola ma che gode del lustro di una città antica, sepolta e poi riportata alla luce. Una Pompei che continua nei millenni ad affascinare il mondo e ogni volta regala una nuova emozione. Questa Pompei è una ricchezza, un vero e proprio giacimento di petrolio per l’intero territorio nazionale ma nonostante tutto presenta mille contraddizioni. 

É una città che soffre della mancanza di un’Amministrazione che si rivela poco all’altezza dell’incarico e che dovrebbe cercare di curare quello che abbiamo anziché mostrare indifferenza.

Di indifferenza dobbiamo parlare, purtroppo, perché ogni volta che delle associazioni territoriali o gruppi di imprenditori hanno cercato di intavolare una discussione sulle problematiche ben note del territorio come risposta é sempre arrivata sotto forma di malcelata disapprovazione. La cosa pubblica deve essere gestita solo dal pubblico (cioè male, spesso e volentieri). 

Il turista paga una tassa di soggiorno, è giusto che sia così, come avviene da molto più tempo in altre città italiane ed europee ma ciò a fronte di servizi all’altezza o per vivere una città che sia a misura delle sue esigenze. Invece tutto questo non accade e non perché manchi interesse (almeno è quello che ho sempre sperato) ma per inettitudine. Quindi, ad un certo punto, dovrebbe esserci anche il buon senso di affidarsi a persone competenti. Abbiamo bisogno di persone capaci di mettere in risalto tutto il potenziale inespresso per costruire una Pompei turistica ma turistica per davvero, non solo sulla carta. Ad esempio i mezzi di trasporto risultano una nota dolente: ogni volta che accompagno un turista alla stazione e percorriamo le nostre strade, la stazione si presenta completamente abbandonata e presa d’assalto da atti vandalici. Osservo i loro sguardi e in quel momento, da cittadina, mi vergogno poiché non c’è una giustificazione. Bisogna creare servizi adeguati ma soprattutto una serie di eventi, iniziative che invitino il turista a restare a Pompei per tutto il soggiorno e non spostarsi nella più mondana penisola.

Il mordi e fuggi è tipico, la maggior parte della folla turistica preferisce spostarsi e viaggiare dalla costiera e Pompei resta solo una tappa, un’escursione giornaliera. Questo a causa, come già anticipato, della mancanza di eventi ma se vogliamo approfondire questo avviene anche perché non ci sono strutture adeguate. Gli investimenti sono importanti in questo caso per creare strutture che siano in grado di ospitare flussi più consistenti, aprirci a un target di clientela disposto a rimanere per più tempo nel nostro territorio. Un turista che rimane è sinonimo di ricchezza per le diverse realtà territoriali.

Sorrento è l’esempio di come una città sia stata capace di creare un turismo di questo genere ma soprattutto è stata in grado di creare la giusta sinergia tra realtà imprenditoriale e amministrativa, un dialogo capace di far crescere una piccola cittadina della penisola Sorrentina.

Poi c’è Matera anch’essa fiore all’occhiello del nostro patrimonio culturale. Ha avuto la capacità di riscattarsi e diventare capitale europea della cultura per più anni consecutivi. L’esempio di una città che dalle infrastrutture tradizionali è riuscita a svilupparsi, soprattutto grazie a persone che con competenze  e sano spirito di iniziativa hanno fatto riemergere una città che anni addietro era definita “Vergogna d’Italia “.

Allora questa è la dimostrazione di come il Sud Italia può farcela è può riuscire correndo al passo con gli altri. Amministrazioni centrali e realtà locali devono scrollarsi di dosso quella politica di convenienza, non possiamo più permettercelo e rischiamo di essere divorati dal dimenticatoio. Il Sud tutto merita una rivalutazione ed è importante che ci siano piani di investimenti anche da parte del governo: deve essere ben collegato con l’alta velocità, in modo tale che sia raggiungibile per il turista  che sceglie di arrivare fin giù la punta dello stivale. Lo sviluppo di nuove risorse da parte di tutti, va a creare  meccanismi che arricchiscono il nostro paese. Il turismo è un settore che occupa una parte importante per il nostro PIL.  E’ un invito rivolto a tutti: dobbiamo cercare di uscire dalla nostra zona comfort, le problematiche vanno combattute per risolverle, dobbiamo essere efficienti e lamentarci di meno. Correre tutti per gli stessi obiettivi, sinergia ed investimento sono le parole chiave e con queste possiamo creare molto di più. Di turismo è possibile non solo vivere ma anche prosperare. 

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