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La Babele politica disorienta i cittadini

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Bruno LatellaOggi, non solo in Italia, si vive un periodo di grande confusione dovuta all’affermazione di personaggi politici che provengono dalla “scuola dei furbi”, la quale ha cercato di scacciare dalle coscienze i pilastri della convivenza civile: i valori della famiglia, la solidarietà, il lavoro, la legalità, la religione, l’onestà ecc.
I periodi bui nel nostro Paese, per quanto riguarda la politica, non sono una novità.
Dante Alighieri, già nel 1200, scriveva: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello”.
La babele politica e governativa negli anni 2000 sembra che sia molto simile a quella dell’epoca di Dante poiché molto spesso, chi governa, a livello nazionale, regionale o locale, invece di pensare a navigare lungo la giusta rotta, pensa ad organizzare festini per se, per le cricche privilegiate e per i pirati di rendite e prebende legalizzate, anche quando la nave rischia di affondare nella tempesta scatenata dalle grandi mafie internazionali e nostrane.
Anche questa volta, come in passato, la nave Italia riprenderà la navigazione, nonostante l’assenza o l’incapacità dei “nocchieri”.
I cattivi politici spesso si legano ai cattivi giornalisti, ai cattivi burocrati e ai cattivi tutori e custodi della legalità per combattere i concorrenti e buttare fango sugli avversari politici, considerati nemici, perché potrebbero ostacolare le loro “arrampicate” alle poltrone delle mangiatoie nelle stanze dei bottoni del comando.
Da tutto ciò viene fuori una immagine fortemente negativa degli italiani che offusca quanto in ogni campo c’è di buono e di eccellente nel nostro Paese: scienza, cultura, storia, arte, ambiente, industria, agricoltura, artigianato, ecc.
Gli aspetti negativi della politica penalizzano in modo più marcato le Regioni meridionali del Paese, nei confronti delle quali vengono messe in evidenza, quasi sempre, solo le cose che non vanno, mentre si tace su tutto ciò che c’è di positivo.
Anche nei periodi di cattiva politica e di latitanza dello Stato, la gente del Sud ha dato vita ad una imprenditoria nuova, attingendo al grande serbatoio di risorse, costituito dal capitale umano, preparato professionalmente, intelligente e coraggioso, deciso a combattere le sacche di illegalità che, purtroppo, ancora esistono, anche a causa di una politica sbagliata a livello nazionale e locale.
L’esistenza nel meridionale di molte imprese, costituite con la partecipazione delle giovani generazioni, è stata documentata nei comparti che si sono affermati sia in campo nazionale che internazionale a cominciare dell’agroalimentare, del turismo dell’artigianato e dei servizi.
Il nostro Paese ha bisogno di una nuova politica che favorisca lo sviluppo economico e sociale e crei lavoro e benessere per tutti attraverso la solidarietà, la cooperazione, la certezza del diritto e l’eliminazione delle grandi disuguaglianze tra i cittadini.
Possiamo ricominciare ad avere fiducia nel futuro perché, finalmente, “l’Italia s’è desta”, e gli italiani, soprattutto i giovani, armati di ramazze sono decisi a fare pulizia al grido di “via dalla politica i ladri, i faccendieri e i disonesti”.

Bruno Latella, presidente onorario di Unimpresa