«I partiti della estinta maggioranza di unità nazionale, alcuni in crollo nei sondaggi, non hanno mancato di creare, in modo diretto o indiretto, continue tensioni al governo Draghi, rendendone travagliato il cammino e minandone la stabilità. Solo ora, come vedove inconsolabili, paventano i rischi di uno stop alle riforme strutturali, connesse alle risorse del Pnrr. E implorano il premier, affinché ritorni sui suoi passi e, nel giro di una sola settimana, rinneghi la sua incontestabile valutazione politica sulla defunzione della maggioranza e sulla rottura insanabile del rapporto di fiducia con il governo. Evidentemente sottovalutano, con ipocrita improntitudine, la coerente determinazione di Mario Draghi e fingono di ignorare le devastanti conseguenze delle loro azioni. In realtà, pur dichiarandosi pronti al confronto nelle urne, temono l’implacabile giudizio del corpo elettorale, al quale si presenteranno impreparati nei programmi e privi di qualsiasi residua credibilità politica. Il gran ballo del populismo, del sovranismo e dell’irresponsabilità ha le ore contate. Anche perché le mistificazioni e le promesse demagogiche del 2018 non troveranno più udienza presso il popolo italiano». Lo dichiara il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.
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