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Export: Unimpresa, accordi in Tunisia per aiutare pmi italiane

Un nuovo ponte tra l’Italia e la Tunisia. Obiettivo è offrire alle aziende italiane opportunità nei settori chiave dell’imprenditoria tricolore. Agricoltura, aerospazio, formazione, tecnologia e innovazione sono alcuni dei comparti oggetto del dialogo tra Unimpresa e la Tunisia. Nei giorni scorsi, al termine di una missione, Unimpresa ha sottoscritto e avviato importanti accordi e rapporti di collaborazione con istituzioni e organizzazioni tunisine. In particolare l’associazione ha dialogato con la Camera di commercio di Tunisi, la Fipa (Foreign investment promotion agency tunisina), la Utica (Union tunisienne de l’industrie du commerce et de l’artisanat).

Per le micro, piccole e medie imprese italiane le nuove forme di collaborazione, che si svilupperanno e concretizzeranno nei prossimi mesi, si traducono in possibilità di investimenti ed esportazioni. L’Italia può contare su un’esperienza consolidata negli anni dichi ha scelto questa destinazione in passato. Le opportunità risiedono nei settori dell’aerospazio, energia, industria conciaria, farmaceutica, agro-alimentare (trasformazione/commercio), materiali di costruzione, tessile, servizi di telecomunicazione e informatica, formazione professionale e turismo. Tra le forme più diffuse di collaborazione c’è il partenariato dove il know-how avanzato italiano incontra manodopera di qualità tunisina.

La collaborazione è nata in occasione del Tif (Tunisia investment forum) al quale Unimpresa ha partecipato con una delegazione guidata dal presidente, Paolo Longobardi. L’evento – che si è svolto a Tunisi l’11 e il 12 giugno per promuovere e incentivare investimenti e scambio di affari con l’estero – ha evidenziato le potenzialità di un paese alla ricerca della affermazione in un’area geografica particolarmente vicina per storia e cultura all’Italia: il Mediterraneo. Porta di ingresso dell’Africa del Maghreb e Sub-sahariana, la Tunisia, come osservato anche dal Primo ministro Habib Essid, è impegnata in un programma di stabilizzazione con una serie di riforme e iniziative economiche, politiche e strutturali, che hanno lo scopo di infondere fiducia nei paesi che storicamente hanno interscambi industriali e commerciali (Italia, Francia e Germania in primis) dopo la rivoluzione del 2011 e i successivi fenomeni terroristici che hanno avuto effetti negativi sull’economia locale.
Le intese raggiunte da Unimpresa nel paese nordafricano, rientrano nell’ambito dell’attività di internazionalizzazione – coordinata dal responsabile del Dipartimento estero dell’associazione, Paolo Giraud – su cui l’associazione sta puntando sistematicamente da diversi anni. Secondo Giraud “in Tunisia oggi c’è una classe dirigenziale giovane e con idee chiare, rappresentata dal ministro per lo Sviluppo degli investimenti e per la Cooperazione internazionale, Yassine Brahim; e c’è anche una credibilità costruita con le esperienze positive delle numerosissime aziende che hanno già investito in questo Paese, ci sono forti segnali di cambiamento volti a stabilire rapporti sempre più stabili con l’Europa, hanno convinto Unimpresa a dialogare stabilmente con le organizzazioni tunisine”.
Situata alla confluenza del bacino orientale e occidentale del Mediterraneo, a soli 140 km da Europa, la Tunisia ha una posizione geografica privilegiata che la rende un hub regionale al centro della catena logistica euro-mediterranea ideale per gli investimenti, così come per il commercio e la produzione. Dopo l’accordo di associazione e di libero scambio con l’Unione europea firmato nel 1995, la Tunisia ha aderito nel mese di novembre 2012 ad un protocollo che gli conferisce vantaggi commerciali, rafforzando i suoi accordi economici con l’UE e dà quindi la priorità alle sue esportazioni verso i mercati europei. Da allora sono in atto le trattative che porteranno alla firma di un accordo di libero scambio (Aleca) al fine di garantire la progressiva integrazione della Tunisia nel mercato interno dell’Unione europea e la costruzione di un spazio economico comune. Nel 2013, il valore delle esportazioni verso l’Unione europea ha raggiunto 9,4 miliardi di euro e fanno del Vecchio continente il principale partner economico e commerciale del paese.

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