“Sono fatti terribili che tuttavia non ci sorprendono: la crisi finanziaria internazionale ha creato un enorme disagio sociale, che sta covando sotto le ceneri da mesi, come abbiamo più volte segnalato, e che solo ora sta venendo a galla in maniera eclatante e drammatica”. Così Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, commenta le notizie relative agli imprenditori barricati nelle sedi di Equitalia e dell’agenzia delle Entrate. “Ogni giorno alla porta dell’associazione che ho l’onore di guidare bussano decine e decine di imprenditori in difficoltà, che vengono in cerca di aiuto o, talora, del semplice conforto: in qualche modo ho cambiato mestiere e, oggi, mi ritrovo a fare lo psicologo” aggiunge Longobardi.“Siamo di fronte a una vera e propria oppressione fiscale – spiega il presidente di Unimpresa – che sta portando le aziende del Paese, specie quelle più piccole, sull’orlo del fallimento: gli imprenditori sono stretti nella tenaglia dello Stato che da un lato non paga e dall’altro impone una pressione tributaria ormai insostenibile: ecco perché abbiamo proposto, già da tempo, una compensazione tra i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e i versamenti fiscali”. Secondo Longobardi “si tratterebbe di una misura a costo zero che ridarebbe un po’ di ossigeno all’economia. L’alternativa è assistere a un’escalation di fatti gravi come quelli appresi oggi”.
a cura del Servizio Ufficio Stampa Ago Press
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