Home Spirito d'Impresa Il volontariato chiama l’impresa

Il volontariato chiama l’impresa

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Un pregevole articolo su Avvenire del 09 dicembre “Volontariato a misura d’impresa” a firma di Maurizio Carucci, evidenzia il legame stretto tra due mondi apparentemente lontani.  Il volontariato d’impresa unisce l’impresa e le sue persone con la comunità e i suoi bisogni. Con il volontariato d’impresa l’azienda mette a disposizione della comunità la sua risorsa più preziosa: il tempo, le competenze e la passione delle proprie risorse umane. Anche in Italia il volontariato d’impresa è un percorso che sempre più opere scelgono di intraprendere, perché permette all’azienda di generare un impatto positivo sulla comunità e sul territorio, ma anche sui propri collaboratori in termini di motivazione, senso di appartenenza, sviluppo di nuove capacità. Questo quanto sottolineato dall’attento giornalista del quotidiano dei vescovi italiani che ha dato voce a Roberto Ramasco, consigliere delegato della Fondazione Sodalitas. Ci sono molti modi per coinvolgere i dipendenti di una realtà imprenditoriale in un progetto di solidarietà. Uno è il “pay-roll giving”, una nuova forma di sostegno utilizzata in molti paesi. I dipendenti di un’impresa decidono di donare periodicamente una piccola parte del loro stipendio (anche pochi euro) tramite un semplice meccanismo automatico di prelievo dalla busta paga. L’azienda si impegnerà a fare altrettanto. Un altro è il “gift matching”.  I dipendenti dell’azienda decidono di organizzare un evento o una raccolta fondi a favore di un’associazione umanitaria mentre l’azienda, appoggiando la scelta dei suoi dipendenti, raddoppia la cifra raccolta.  Vi è poi la possibilità che i dipendenti prestino un’ora di volontariato partecipando ad un progetto sociale. Molte formule un unico scopo, quello di creare aggregazione intorno un tema che, grazie anche alla crisi, sta assumendo le caratteristiche di un’urgenza, il bisogno cioè di riscoprire l’uomo e le sue esigenze irrinunciabili. Impresa e volontariato abbattono così le distanze e creano i presupposti per un arricchimento reciproco utile al perseguimento del bene comune.

Alfonso D’Alessio
a.dalessio@unimpresa.it