di Mariagrazia Lupo Albore, Direttore generale Unimpresa
La meravigliosa vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon non è soltanto una pagina di sport. È una lezione. Discreta, composta, potente. Una di quelle lezioni che non alzano mai la voce, ma che si imprimono nella memoria collettiva. Come certi insegnamenti familiari che tornano alla mente quando serve coraggio, oppure una guida.
Sinner ha vinto ancora. Lo ha fatto con l’eleganza sobria di chi non cerca mai alibi, di chi si prepara ogni giorno con rigore, di chi non reclama un palcoscenico, ma si conquista il rispetto con il silenzioso linguaggio del lavoro. In un tempo spesso disattento ai contenuti e troppo incline all’apparenza, questo ragazzo nato tra le Dolomiti ci ricorda che la sostanza vale più dell’immagine. E che l’eccellenza non è mai improvvisazione.
Per noi che rappresentiamo le imprese italiane – quelle vere, radicate nei territori, capaci di stare sul mercato con fatica e dignità – c’è molto da imparare da Sinner. La sua crescita non è stata esente da ostacoli. Ma ogni inciampo è diventato una tappa, ogni sconfitta un’occasione. Nulla di diverso, in fondo, da ciò che accade a chi porta avanti un’attività economica in Italia: tra burocrazia, credito difficile, cambi normativi continui. Eppure, si resiste. Si migliora. Si va avanti.
Sinner non si lamenta. Non urla. Non cerca scorciatoie. Lavora. Si affida a chi ne sa più di lui. Cresce. E vince. È l’immagine esatta di un’Italia possibile, quella che non fa rumore, che non occupa le cronache per polemiche inutili, ma che ogni giorno costruisce qualcosa. Che ha cura dei dettagli. Che crede nel merito. E che non dimentica mai il rispetto delle regole, anche quando il pubblico fischia o il vento soffia contro.
Lo sport, quando è autentico, è una straordinaria scuola di cittadinanza. Insegna a vincere senza umiliare l’avversario e a perdere senza perdere dignità. Per questo, chi oggi si occupa di educazione, di impresa, di responsabilità pubblica, dovrebbe guardare con maggiore attenzione a ciò che accade su un campo da tennis, in una piscina, su una pista di atletica. Lì si custodisce un patrimonio valoriale che può far bene a tutta la società.
Unimpresa ha sempre creduto in questo legame. Tra sport e impresa. Tra agonismo e sviluppo. Tra regole del gioco e legalità. La vittoria di Sinner ci incoraggia a proseguire su questa strada. E ci ricorda che il futuro appartiene a chi non smette mai di allenarsi. Anche quando nessuno guarda. Anche quando sembra inutile. Anche quando è più facile arrendersi.
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