«La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne non può essere un rito celebrativo, ma un richiamo severo alla responsabilità collettiva. Ogni femminicidio, ogni abuso, ogni sopruso rappresenta una sconfitta del Paese e delle sue istituzioni. La violenza non è un destino: è il risultato di ciò che non abbiamo fatto abbastanza, nei servizi, nell’educazione, nel sostegno a chi chiede aiuto. Anche le imprese possono fare la loro parte, creando contesti di lavoro più attenti, più inclusivi e capaci di sostenere chi è in difficoltà. È una responsabilità comune, perché nessuno dovrebbe vivere nella paura. Serve, quindi, un impegno che non si esaurisca nel giorno simbolico, ma che guidi politiche pubbliche capaci di proteggere le vittime, accompagnare i percorsi di autonomia economica e colmare quei vuoti che ancora espongono troppe donne a pericoli indicibili. Il mondo del lavoro e la società civile devono essere protagonisti di questo cambiamento culturale, perché dignità e sicurezza sono condizioni essenziali per una comunità davvero libera e rispettosa». Lo dichiara il direttore generale di Unimpresa, Mariagrazia Lupo Albore, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
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