Per lungo tempo il turismo è stato considerato una sorta di rendita naturale dell’Italia. Un patrimonio straordinario, certamente, ma quasi scontato. Oggi questa lettura non è più sufficiente. Il turismo è diventato una delle principali industrie del Paese e uno dei pilastri della sua presenza economica internazionale.
Negli ultimi anni i flussi turistici hanno mostrato una capacità di crescita che pochi altri comparti possono vantare. L’Italia continua ad attrarre milioni di visitatori grazie alla combinazione unica di cultura, paesaggio, gastronomia, patrimonio artistico e qualità della vita. Ma ciò che colpisce maggiormente è la trasformazione qualitativa del settore.
Non si tratta più soltanto di alberghi, ristoranti e località balneari. Attorno al turismo si sviluppa una filiera complessa che coinvolge trasporti, servizi professionali, commercio, digitale, cultura, eventi, formazione e innovazione. Ogni euro speso da un visitatore genera ricadute diffuse sull’intero sistema economico.
In un momento in cui molte economie avanzate affrontano difficoltà industriali e commerciali, il turismo rappresenta una fonte di entrate estere particolarmente preziosa. Contribuisce alla bilancia dei pagamenti, sostiene l’occupazione e alimenta la domanda interna. È uno dei pochi settori nei quali l’Italia dispone di un vantaggio competitivo difficilmente replicabile.
Naturalmente non mancano i problemi. Alcune città soffrono fenomeni di sovraffollamento, mentre vaste aree del Paese restano ancora ai margini dei grandi flussi internazionali. Il rischio è che la crescita si concentri in pochi territori e in pochi mesi dell’anno.
La vera sfida consiste nel passare da una logica di gestione a una logica di sviluppo. Significa investire in infrastrutture, collegamenti, promozione internazionale, formazione del personale e digitalizzazione dei servizi. Significa soprattutto valorizzare il patrimonio diffuso dei piccoli centri, delle aree interne e dei borghi.
L’Italia dispone di un capitale culturale e paesaggistico senza paragoni. Trasformarlo in crescita sostenibile richiede visione e capacità organizzativa.
Il turismo non è più soltanto una componente dell’economia italiana. È una delle sue principali risorse strategiche.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
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