
di Mariagrazia Lupo Albore, Direttore generale Unimpresa
Quando parliamo di benessere siamo abituati a misurare redditi, patrimoni e consumi. Sono indicatori importanti, ma non raccontano tutto. Esiste un’altra risorsa che sta assumendo un valore crescente nella vita delle persone: il tempo.
Per anni il progresso è stato associato soprattutto alla crescita economica. Oggi sempre più persone chiedono qualcosa di più. Chiedono qualità della vita, equilibrio tra lavoro e relazioni personali, possibilità di dedicare tempo alla famiglia, alla formazione, alla salute e alla partecipazione sociale.
Le innovazioni tecnologiche stanno offrendo opportunità straordinarie in questa direzione. La digitalizzazione dei servizi, il lavoro flessibile, le nuove modalità organizzative e l’accesso immediato alle informazioni consentono di svolgere molte attività in modo più efficiente rispetto al passato.
Naturalmente ogni trasformazione porta con sé nuove sfide. Ma sarebbe sbagliato ignorare i benefici che la tecnologia può generare quando viene utilizzata per migliorare la vita delle persone.
Anche le imprese stanno comprendendo il valore di questo cambiamento. Sempre più organizzazioni investono nel benessere dei dipendenti, nella conciliazione tra vita professionale e personale, nella formazione continua e nella flessibilità degli orari.
Non si tratta di una moda. Si tratta di una diversa concezione dello sviluppo.
Una società moderna non è soltanto quella che produce di più. È quella che consente alle persone di vivere meglio.
Il tempo è la risorsa più democratica che esista: tutti ne abbiamo ventiquattro ore al giorno. Ma la qualità del tempo che viviamo può essere molto diversa.
Restituire alle persone la possibilità di utilizzarlo in modo più libero e consapevole rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo.
Ed è anche una delle più promettenti.





