“Subito obbligatoria la Ricevuta obbligatoria al CUP per smascherare il sistema a due velocità”
“L’inchiesta di Report andata in onda ieri ha confermato ciò che i cittadini lombardi vivono sulla propria pelle: un diritto costituzionale, quello alla salute, viene negato da tempi di attesa insostenibili e da una colpevole mancanza di trasparenza sui dati reali. La Regione Lombardia, diamo un ultimatum, non può limitarsi a parlare di eccellenza mentre milioni di persone sono costrette a migrare verso il privato. Per questo, esigiamo un atto di responsabilità immediato: l’obbligatorietà di una ricevuta che non nasconda la verità. ha denunciato l’opacità e le inadempienze nella gestione delle liste d’attesa nel sistema sanitario lombardo”. Lo dichiara il consigliere nazionale di Unimpresa con delega alla sanità, Marco Massarenti, che annuncia l’impegno di Unimpresa per rendere obbligatoria la sua proposta di trasparenza: la Ricevuta obbligatoria al CUP, da rilasciare in ogni Centro Unico di Prenotazione.
La proposta di Massarenti mira a trasformare la ricevuta del CUP in un documento di tutela legale e monitoraggio delle performance, con l’obbligo di includere: confronto legale dei tempi, con indicazione chiara del tempo di attesa effettivo (es. 180 giorni) confrontato con il limite massimo stabilito per legge per la classe di priorità assegnata (esempio 30 giorni); indice di inadempienza, con la percentuale di successo/insuccesso della specifica struttura sanitaria nel rispettare i tempi di attesa per la prestazione prenotata; smascherare la super-intramoenia, attraverso l’obbligo di indicare i tempi di accesso per la stessa prestazione in regime privato/ALPI (intramoenia), nella medesima struttura, mettendo a nudo la disparità di accesso che penalizza i cittadini non assicurati. «Rendere questi dati inoppugnabili e pubblici su ogni ricevuta è l’unico modo per responsabilizzare la governance sanitaria. Ogni ricevuta che attesta un ritardo non è un semplice foglio, ma la prova documentale di un diritto negato, che abilita il cittadino all’azione e costringe il sistema a misurarsi con i propri fallimenti» conclude Massarenti, secondo cui l’obbligatorietà di questa ricevuta è una misura non solo di trasparenza, ma anche di stimolo all’efficienza, essenziale per tutelare la dignità e l’attività economica, poiché la salute dei lavoratori è un fattore di competitività”. Di qui l’invito “alle istituzioni regionali e nazionali a prendere immediatamente in considerazione l’adozione della Ricevuta obbligatoria al CUP per ripristinare la fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale” aggiunge il consigliere nazionale di Unimpresa.
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