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Quota 100: Unimpresa, 131mila domande, record in Lombardia con oltre 16mila (13%)

La mappa territoriale delle richieste di "pensionamento anticipato" consentito dallo scalino introdotto con l'ultima legge di bilancio. Il presidente Ferrara: "Non risolviamo così il problema delle assunzioni di giovani, servono sgravi contributivi permanenti e tagli al cuneo fiscale"

inps
Sono 131.843 le domande presentate in tutta Italia per “Quota 100”. Le richieste maggiori sono arrivate in Lombardia dove sono intenzionati a ricevere l’assegno Inps 16.741 (12,7%) lavoratori con età compresa fra i 62 e i 66 anni. Oltre la soglia delle 10.000 domane ci sono: la Sicilia con 12.577 (9,5%), il Lazio con 12.353 (9,4%) e la Campania con 11.498 (8,7%). In generale, che c’è una sostanziale sovrapposizione tra le percentuali di domande su base territoriale e la distribuzione regionale dei potenziali beneficiari di Quota 100. E’ quanto emerge da una analisi del Centro studi di Unimpresa che ha preso in esame le richieste di “pensionamento anticipato” consentito dallo scalino introdotto con l’ultima legge di bilancio. “Non risolviamo così il problema delle assunzioni di giovani. Per favorire la nascita di nuova occupazione per gli under 30 servono sgravi contributivi permanenti e tagli importanti al cuneo fiscale. Tutti gli accordi, anche nei gruppi industriali e finanziari più importanti, dimostrano che il meccanismo di sostituzione tra vecchi e giovani non ha funzionato affatto” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.
 
Secondo l’analisi di Unimpresa, che ha elaborato dati dell’Inps e della Corte dei conti aggiornati a maggio scorso, le domande per il pensionamento anticipato con la misura “Quota 100” introdotto con la legge di bilancio per il 2019, sono state finora 131.843. La “mappa territoriale” di Quota 100 è sostanzialmente sovrapponibile alla cartina demografica del nostro Paese e rispecchiando pure la distribuzione dell’occupazione su base regionale per età pensionabile. In Abruzzo si sono registrate 3.811 richieste (il 2,9% del totale), in Basilicata 1.786 (1,4%), in Calabria 5.034 (3,8%), in Campania 11.498 (8,7%), in Emilia Romagna 9.413 (7,1%), in Friuli Venezia Giulia 4.198 (3,2%), nel Lazio 12.353 (9,4%), in Liguria 4.114 (3,1%), in Lombardia 16.741 (12,7%), nelle Marche 3.799 (2,9%), nel Molise 1.079 (0,8%), in Piemonte 8.734 (6,6%), in Puglia 9.438 (7,2%), in Sardegna 5.293 (4,0%), in Sicilia 12.577 (9,5%), in Toscana 8.787 (6,7%), in Trentino Alto Adige 1.776 (1,3%), in Umbria 1.909 (1,4%), in Valle d’Aosta 281 (0,2%), in Veneto 9.222 (7,0%). 
 
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, è utile osservare le percentuali dei residenti, in ciascuna regione, con età compresa fra i 62 e i 66 anni, ovvero i soggetti occupati che potenzialmente possono accedere, in anticipo, all’assegno previdenziale. In Abruzzo i residenti . tra i 62 e i 66 anni, rappresentano il 2,3% del totale, in Basilicata l’1,0%, in Calabria il 3,3%, in Campania il 9,2%, in Emilia Romagna il 7,3%), in Friuli Venezia Giulia il 2,1%, nel Lazio il 9,6%, in Liguria il 2,7%, in Lombardia il 16,0%, nelle Marche il 2,6%, nel Molise  lo 0,6%, in Piemonte il 7,6%, in Puglia il 6,7%, in Sardegna il 3,1%, in Sicilia l’8,3%, in Toscana il 6,3%, in Trentino Alto Adige l’1,6%, in Umbria  l’1,5%, in Valle d’Aosta lo 0,2%, in Veneto l’8,1%. I dati, quindi, mostrano che c’è una sostanziale sovrapposizione tra le percentuali di domande su base territoriale e la distribuzione regionale dei potenziali beneficiari di Quota 100.