Il rafforzarsi dell’asse tra Cina, Russia e India non può essere letto come un episodio contingente, ma come il segnale di un cambiamento strutturale negli equilibri globali. L’intensificarsi degli scambi commerciali, le nuove piattaforme finanziarie che tentano di ridurre la centralità del dollaro, i corridoi logistici alternativi a quelli tradizionali: tutti elementi che compongono il mosaico di un mondo che non ha più un solo centro, ma diversi poli di attrazione.
La nostra lettura, come rappresentanti delle piccole e medie imprese italiane, non è improntata a diffidenze ideologiche. Siamo consapevoli che il multipolarismo ha anche aspetti positivi, poiché aumenta la concorrenza e apre spazi di collaborazione economica nuovi. Ma non possiamo trascurare i rischi. Il consolidarsi di un blocco che si propone come alternativa all’Occidente significa, in ultima analisi, la possibilità di vedere indebolito il peso politico, economico e culturale di quell’insieme di valori che hanno garantito al mondo decenni di relativa stabilità e progresso.
In questo scenario, l’Europa e l’Italia devono interrogarsi. Non possiamo restare spettatori di un gioco che si decide altrove. La sfida non è tanto contrastare un processo che appare inarrestabile, quanto piuttosto riassegnare all’Occidente un ruolo di alto livello: nel commercio, nella tecnologia, nella transizione energetica, nella regolazione finanziaria internazionale. Dobbiamo essere capaci di offrire un modello competitivo, aperto, credibile, che attragga partner e non si chiuda in difese sterili.
Le piccole e medie imprese italiane hanno bisogno di regole chiare, di infrastrutture moderne, di canali finanziari sicuri per continuare a operare sui mercati globali. Se l’Asia rafforza i propri corridoi, l’Europa deve investire nei propri. Se le valute alternative prendono piede, dobbiamo consolidare strumenti di pagamento affidabili e accessibili alle imprese. Se nuove potenze avanzano, occorre riaffermare la forza dell’innovazione, della democrazia economica, della legalità.
La posta in gioco non riguarda soltanto i governi o le grandi corporation: riguarda anche le nostre PMI, che hanno dimostrato di essere colonne portanti del made in Italy e della nostra bilancia commerciale. Tocca a noi, dunque, chiedere che l’Europa e l’Occidente tornino a essere protagonisti di primo piano, non in nome di un nostalgico primato, ma per garantire equilibrio, stabilità e sviluppo in un mondo che cambia con rapidità.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.