
di Mariagrazia Lupo Albore, Direttore generale Unimpresa
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 che si chiudono oggi non sono state soltanto un appuntamento sportivo. Sono un passaggio che chiama in causa la capacità del Paese di trasformare un grande evento in un volano strutturale. L’indagine di Termometro Politico segnala un orientamento complessivamente favorevole: oltre il 60 per cento degli italiani riconosce nei Giochi un potenziale vantaggio, con il 40 per cento convinto che l’impatto economico e d’immagine sarà concreto, e un ulteriore 26 per cento che ne sottolinea soprattutto il valore reputazionale.
Non è un consenso superficiale. È la percezione che Milano-Cortina possa rappresentare un investimento sulla credibilità internazionale dell’Italia. La visibilità globale, in un contesto competitivo come quello attuale, non è un elemento accessorio. È parte integrante della forza economica di un Paese.
A rafforzare questa lettura intervengono anche i dati elaborati dal nostro Centro studi, che stimano un impatto complessivo di diversi miliardi di euro tra investimenti diretti, indotto turistico e ricadute occupazionali. Secondo queste analisi, le opere infrastrutturali e la spesa collegata all’organizzazione dei Giochi potrebbero generare effetti moltiplicativi significativi, soprattutto per le filiere dell’edilizia, dei servizi, dell’accoglienza e dei trasporti. È un impulso che non si esaurisce nei giorni delle competizioni, ma che può incidere sulla modernizzazione dei territori coinvolti.
Naturalmente non mancano le preoccupazioni. Una quota del 20 per cento degli intervistati teme sprechi o danni ambientali, mentre il 12 per cento non prevede effetti rilevanti. Sono interrogativi legittimi, che hanno accompagnato ogni grande evento internazionale. Ma proprio per questo l’elemento decisivo sarà la qualità della gestione: la capacità di coniugare sviluppo e sostenibilità, investimenti e controllo della spesa.
Il punto, però, è un altro. Milano-Cortina offre all’Italia un’occasione rara: dimostrare che un grande evento può essere organizzato senza enfasi retorica, ma con rigore e visione. Se le stime sull’impatto economico si tradurranno in risultati tangibili, i Giochi diventeranno non solo una celebrazione sportiva, ma un capitolo di crescita reale.
L’atteggiamento prevalente del Paese sembra andare in questa direzione: fiducia, accompagnata da vigilanza. È un equilibrio maturo. Le Olimpiadi non sono una scommessa azzardata, ma una prova di responsabilità collettiva. E se l’Italia saprà giocarla fino in fondo, il bilancio non sarà soltanto quello delle medaglie, ma quello di un sistema che ha saputo investire su se stesso.
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