C’è qualcosa di profondamente vero, quasi spiazzante, nelle parole pronunciate da Sergio Mattarella alla Comunità di Sant’Egidio: la pace non è un sogno per anime belle, ma la forma più concreta di realismo politico. E in un tempo in cui il mondo sembra diviso tra chi spara e chi conta i morti, ricordarlo non è poco.
Il Presidente della Repubblica ha parlato di “coraggio”, di “perseveranza”, di “lavoro di mediazione”. Parole d’altri tempi, verrebbe da dire, in un’epoca in cui si misura tutto — potere, economia, rapporti internazionali — solo in termini di forza e di profitto immediato. Eppure, se c’è una lezione che la storia continua a impartirci, è che la pace conviene più della guerra. Conviene ai popoli, ai governi, alle imprese, a chi lavora e produce.
Quando Mattarella dice che “la pace è sviluppo”, dice una verità che ogni economista conosce ma pochi hanno il coraggio di gridare: ogni conflitto porta recessione, inflazione, instabilità. Ogni bomba è un fallimento contabile oltre che morale. La guerra è un cattivo affare, anche per chi pensa di guadagnarci. Le sanzioni, le crisi energetiche, l’incertezza sui mercati, il crollo dei consumi: tutto ciò che le nostre imprese stanno pagando da anni nasce da lì, dall’illusione che la forza possa sostituire il diritto.
Mattarella non ha parlato come un diplomatico, ma come un uomo che conosce la fragilità delle democrazie e la stanchezza delle persone comuni. Ha detto che la pace non è resa, ma “fortezza”. E in questo c’è un messaggio politico potente, rivolto non solo ai grandi della terra, ma anche a chi guida l’Europa: non basta condannare, bisogna costruire. Non basta indignarsi, bisogna dialogare.
Da imprenditore, non posso che condividere questo richiamo. La pace non è solo un valore morale, è la condizione per la crescita, per la fiducia, per la libertà economica. Non c’è impresa senza stabilità, non c’è occupazione senza speranza, non c’è futuro senza un orizzonte di pace.
Oggi serve il coraggio di “osare la pace”, come dice il titolo dell’incontro di Sant’Egidio. È un coraggio politico, ma anche civile ed economico. È il coraggio di chi non si arrende al cinismo, di chi crede ancora nella forza mite del dialogo e nella diplomazia come arma dei forti.
Mattarella ha scelto il momento giusto per ricordarcelo: in un mondo che balla sull’orlo di nuovi conflitti, il suo è un appello alla ragione. E se l’Italia saprà farne la propria bandiera, potrà tornare a essere non solo la culla del diritto, ma anche il laboratorio di una nuova convivenza. Perché — e lo dico da uomo di impresa — la pace non è un lusso da idealisti. È la sola strategia vincente che ci resta.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
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