«Oggi 15 aprile celebriamo il genetliaco di uno dei più grandi geni italiani, Leonardo da Vinci. Il suo giorno di nascita non è casuale: simboleggia creatività, desiderio e trasformazione. È nato nel periodo di grande trasformazione, di sviluppi e scoperte importanti. Da Vinci ha dato vita al design italiano dove l’uomo è al centro di ogni progetto. Che si tratti di una auto, un abito di alta moda o di un pezzo di design, lo stile italiano è sinonimo di armonia. Leonardo da Vinci non era un filosofo e uomo di bottega: egli capiva tutte le fasi di lavoro, dalla progettazione alla realizzazione. La sua attitudine era il saper fare, trasformando un’idea in realtà. L’incontro tra Da Vinci e il matematico Pacioli fu un sodalizio intellettuale: Pacioli condivise con Leonardo l’interesse per la geometria e le nascenti scienze e lo aiutò nei calcoli complessi per le sue macchine. Leonardo trasmise a Pacioli i segreti della prospettiva e della rappresentazione dello spazio, influenzando il modo in cui i matematici avrebbero visualizzato la geometria da quel momento in poi».
Lo dichiara il consigliere nazionale e ambasciatrice di Unimpresa della moda sostenibile nel Mondo, Margherita de Cles, in occasione dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci.
«Era il periodo in cui il soft power italiano era al centro di ogni uomo che era libero di esprimersi al meglio e considerava se stesso artefice del proprio destino. Se dovessimo parlare di vera eccellenza italiana la troveremmo ancora tra le pagine ingiallite dei codici di Leonardo. A secoli di distanza il suo lascito non è solo artistico o scientifico: è l’essenza stessa che oggi il mondo ammira in chi ancora riesce a seguire d’istinto il saper fare, senza farsi travolgere da modelli culturali estranei alla nostra tradizione. Sono pochi oggi coloro che sanno ancora fondere bellezza, utilità, arte e ingegneria. Si sono persi i pensieri filosofici e la vera missione personale del creare. Ci siamo fatti travolgere da una cultura dell’omologazione, perdendo autenticità e talento. Abbiamo smesso di coltivare la nostra specificità. Oggi il successo è spesso convertito in numeri senza unicità, in traguardi illusori. Una volta il mondo dell’arte e della scienza si univano per trovare un linguaggio comprensibile a tutti. Festeggiare Leonardo oggi non significa guardare al passato ma riconoscere che il suo metodo è ancora il nostro motore. Siamo tutti figli del suo sapere e della sua curiosità insaziabile. Celebrarlo oggi ci deve spingere a progettare il futuro con gli stessi valori, con audacia, eleganza e visione che lo hanno reso immortale. Se oggi Leonardo potesse scriverci un messaggio, forse ci ricorderebbe che “la sapienza è figliola dell’esperienza, ma la bellezza è l’anima della funzione”. Torniamo a usare le mani, a condividere e a dare emozioni: solo così l’eredità di Leonardo continuerà a produrre bellezza» aggiunge de Cles.





