Per lungo tempo si è coltivata l’idea che l’economia globale potesse muoversi secondo logiche proprie, relativamente autonome rispetto alle dinamiche della politica internazionale. I mercati, si diceva, avrebbero trovato sempre un punto di equilibrio, anche in presenza di tensioni. Era, in fondo, una narrazione rassicurante.
Le tensioni che negli ultimi giorni continuano ad attraversare l’area mediorientale, con epicentro nella crisi tra Iran e blocco occidentale, sembrano chiudere definitivamente quella stagione. Non perché la geopolitica sia una novità, ma perché torna a essere una variabile dominante, capace di incidere in modo diretto e immediato sulle scelte economiche.
Non si tratta soltanto di oscillazioni nei prezzi dell’energia o di difficoltà lungo alcune rotte commerciali. È qualcosa di più profondo: una ridefinizione delle priorità. Le imprese riconsiderano le catene di approvvigionamento, gli Stati ripensano le proprie dipendenze strategiche, i mercati incorporano un rischio che non è più episodico, ma permanente.
In questo scenario, la prevedibilità – elemento essenziale per ogni decisione economica – si riduce. Il rischio non è tanto l’evento straordinario, quanto la sua possibile ripetizione. La crisi non è più un’interruzione, ma una componente strutturale.
Si assiste così a un ritorno della politica in senso pieno: non come cornice, ma come fattore determinante. Le scelte economiche tornano a essere influenzate da equilibri di potere, alleanze, tensioni. Un passaggio che modifica profondamente il funzionamento stesso della globalizzazione.
La vera questione, oggi, non è se la geopolitica condizionerà l’economia, ma quanto a lungo questa condizione resterà dominante. E, soprattutto, se i sistemi economici saranno in grado di adattarsi a un mondo in cui l’incertezza non è più un’eccezione, ma una regola.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
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