Non esistono giustificazioni. Non esistono spiegazioni sufficienti. Non ci sono ragioni di Stato, strategie militari, risoluzioni diplomatiche o interessi geopolitici che possano sopravvivere al pianto di un bambino che muore di fame.
Nelle ultime settimane, da Gaza giungono immagini e numeri che lacerano la coscienza. Neonati che pesano meno alla morte che alla nascita, piccoli corpi avvolti da teli troppo grandi, madri che non piangono più perché non hanno più lacrime da versare. Oltre un milione di minori è intrappolato in una spirale di violenza, privazioni e fame. La fame, quella vera, quella che svuota lo stomaco, il cuore e la speranza.
Ci chiediamo, con angoscia crescente, perché tutto questo non trovi soluzione. Perché nel tempo in cui un farmaco arriva ovunque in 24 ore, non riesce a passare un camion con latte in polvere. Perché nel secolo delle tecnologie satellitari e delle intelligenze artificiali, siamo ancora ostaggio di barriere umane, troppo umane: l’odio, il calcolo, l’indifferenza.
L’economia non può essere neutrale di fronte al disumano. E le imprese, piccole o grandi che siano, non sono solo produttori di beni e servizi: sono parte della società, parte della storia. Siamo padri e madri, cittadini prima che imprenditori. E sappiamo che nessun mercato, nessun commercio, nessuna ricchezza vale quanto la vita di un solo bambino.
In questi giorni cupi, anche il mondo delle imprese deve farsi carico di una domanda scomoda: possiamo restare spettatori? Possiamo continuare a parlare di crescita, export, competitività, mentre in un angolo del mondo si muore per un sacchetto di farina? Crediamo che il dovere etico dell’impresa sia anche quello di alzare la voce, non solo per difendere le proprie istanze, ma per ricordare che esiste un bene superiore: la dignità umana.
Noi di Unimpresa ci uniamo agli appelli delle organizzazioni umanitarie internazionali, chiedendo con forza che venga garantito un accesso pieno, sicuro e continuo agli aiuti per la popolazione civile di Gaza. Chiediamo che l’Europa, l’Italia, i grandi organismi multilaterali non si limitino a dichiarazioni di principio, ma agiscano, subito, con coraggio e determinazione.
Perché ogni giorno che passa senza un’azione concreta, ogni ora di silenzio diplomatico, ogni convenienza che prevale sulla pietà è un colpo inferto all’infanzia, al futuro, all’umanità. Occorre fermarsi. E fermare le armi. Ma anche di fermare l’abitudine. Perché il pericolo più grande è che ci si abitui a tutto, anche all’infamia di un bambino che muore di fame nel silenzio generale.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
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