L’economia italiana consolida i segnali di rafforzamento emersi nelle ultime settimane. Dopo la crescita del pil nel primo trimestre del 2026, anche i dati sulle vendite al dettaglio diffusi dall’Istat indicano un miglioramento della domanda interna e una maggiore capacità di spesa delle famiglie. A marzo, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,8% rispetto al mese precedente in valore e dello 0,7% in volume, mentre su base annua l’incremento è stato pari al 3,7% in valore e al 2,1% in volume.
Lo rileva, dopo aver analizzato i dati Istat di oggi, il Centro studi di Unimpresa, secondo cui si tratta di un elemento particolarmente significativo perché la crescita non riguarda soltanto l’effetto inflazione o l’aumento dei prezzi, ma coinvolge anche i volumi acquistati, segnale di consumi reali in espansione. L’incremento interessa sia il comparto alimentare (+4,3% in valore e +1,5% in volume su base annua) sia quello non alimentare (+3,3% in valore e +2,7% in volume). L’andamento positivo dei consumi si inserisce in un quadro macroeconomico che, nella prima parte dell’anno, appare più robusto rispetto alle attese formulate alla fine del 2025.
«I dati sul commercio al dettaglio diffusi oggi dall’Istat confermano che, nella prima parte del 2026, l’economia italiana sta mostrando segnali di vitalità superiori alle attese. Dopo il dato incoraggiante sul pil del primo trimestre, anche la crescita dei consumi rappresenta un elemento particolarmente positivo, perché testimonia una maggiore fiducia delle famiglie e una tenuta concreta del potere d’acquisto. L’aumento delle vendite sia in valore sia in volume indica che non siamo davanti soltanto a un effetto prezzi, ma a una ripresa reale della domanda interna. È un segnale importante per il commercio, per le piccole e medie imprese e, più in generale, per tutto il sistema produttivo italiano. In un quadro internazionale ancora complesso e instabile, questi numeri dimostrano che l’Italia sta affrontando il 2026 con basi economiche più solide, grazie alla crescita dell’occupazione, alla maggiore stabilità dei redditi e a un clima di fiducia che va sostenuto con politiche economiche prudenti ma orientate allo sviluppo» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, la crescita del pil italiano nel primo trimestre 2026, pari allo 0,2% congiunturale e allo 0,7% tendenziale, aveva già evidenziato una buona capacità di tenuta dell’economia nazionale nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze legate al commercio internazionale. Il rafforzamento delle vendite al dettaglio conferma ora che una parte importante della crescita deriva dalla domanda interna, tradizionale punto di debolezza dell’economia italiana negli ultimi anni. Il dato assume rilievo anche perché arriva in una fase nella quale i consumatori europei continuano a mantenere un atteggiamento prudente. In Italia, invece, il miglioramento del mercato del lavoro, la progressiva riduzione dell’inflazione rispetto ai picchi del biennio precedente e il consolidamento dei redditi stanno contribuendo a ricostruire fiducia. L’aumento dei consumi alimenta direttamente il commercio, sostiene le piccole e medie imprese e produce effetti positivi lungo tutta la filiera produttiva e distributiva.
Particolarmente rilevante è il risultato del commercio elettronico, cresciuto dell’11,2% su base annua, a conferma della trasformazione strutturale delle modalità di acquisto delle famiglie italiane. Crescono tuttavia anche le imprese operanti su piccole superfici (+3,1%) e la grande distribuzione (+3,7%), elemento che indica una diffusione piuttosto ampia della ripresa dei consumi. Tra i beni non alimentari, il comparto più dinamico è quello delle dotazioni informatiche e delle telecomunicazioni (+8,6%), segnale che famiglie e imprese continuano a investire nella digitalizzazione e nei consumi tecnologici. Più debole, invece, il settore delle calzature e degli articoli in cuoio (-1,3%), che continua a risentire delle difficoltà del comparto moda e di una domanda internazionale meno brillante. Nel complesso del primo trimestre 2026, le vendite al dettaglio registrano un incremento dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume rispetto al trimestre precedente. Anche questo dato conferma che l’economia italiana sta attraversando una fase di moderata ma diffusa espansione.
La dinamica dei consumi assume inoltre una valenza strategica in una fase caratterizzata da forte instabilità internazionale, tensioni energetiche e incertezze geopolitiche. La capacità dell’economia italiana di mantenere una crescita positiva, sostenuta anche dalla domanda interna, contribuisce a rafforzare la percezione di stabilità del Paese sui mercati finanziari e rappresenta un elemento favorevole per investimenti, occupazione e finanza pubblica.





