Alla 42ª Assemblea annuale dell’Anci, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato, con il suo consueto rigore, che i Comuni sono la prima frontiera della democrazia. Una verità semplice, spesso dimenticata nei palazzi della politica nazionale. I sindaci, ha detto, sono “lo Stato che si vede”, la presenza concreta delle istituzioni nella vita quotidiana delle persone.
Nel momento in cui l’astensionismo raggiunge livelli preoccupanti, Mattarella ha offerto una riflessione controcorrente: la disaffezione non si cura modificando leggi elettorali, ma ricostruendo fiducia e partecipazione. È un messaggio che vale per tutto il sistema politico, non solo per i Comuni. Perché la democrazia non vive nei regolamenti, ma nel rapporto di prossimità tra i cittadini e chi li amministra.
I sindaci conoscono i problemi prima che diventino emergenze. Le nuove povertà, sempre più diffuse e meno visibili; lo spopolamento che svuota aree interne e periferie urbane; il tema, cruciale, dell’abitare. Case care, affitti insostenibili, quartieri che cambiano senza che vi sia una strategia pubblica per accompagnarne l’evoluzione. Questioni che l’Italia discute troppo poco, e sempre in ritardo.
Mattarella non offre soluzioni immediate. Ricorda, piuttosto, la necessità di una responsabilità condivisa: istituzioni, amministratori, società civile. Perché le urgenze sociali non si affrontano con annunci o misure episodiche, ma con politiche stabili, competenze adeguate e una presenza costante sul territorio.
Il Paese reale vive nei Comuni. Nelle scuole che rischiano di chiudere per mancanza di bambini, nelle famiglie che non riescono più a pagare un affitto dignitoso, nei piccoli negozi che accendono le luci dove altrimenti ci sarebbe il buio. La politica nazionale, spesso assorbita da conflitti simbolici e dialettiche sterili, farebbe bene a rimettere al centro questo livello essenziale della vita pubblica.
La lezione del Presidente è, come sempre, sobria ma profonda: la partecipazione non si impone, si coltiva. E si coltiva dove la democrazia tocca la vita concreta delle persone. I Comuni non chiedono privilegi, chiedono strumenti. E un ascolto attento, non episodico.
Se l’Italia vuole recuperare fiducia, deve partire da qui: dal rapporto più semplice e più antico tra cittadini e istituzioni. È nei Comuni che si misura la qualità della nostra democrazia. Ed è da lì che, ancora una volta, può ripartire.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
Classe 1954, imprenditore, inizia il suo percorso professionale a Castellammare di Stabia, cittadina affacciata sul Golfo di Napoli, dove tuttora risiede. Dopo una prima esperienza nell’azienda di famiglia, specializzata nel comparto florovivaistico e agroalimentare, decide di investire nel settore dei servizi alle imprese, fonda così l’Associazione Imprese Artigiane della provincia di Napoli, una innovativa e dinamica realtà di servizi orientati alle esigenze del mercato delle PMI, costituita con un gruppo di imprenditori. Si è fatto promotore di molte iniziative. Tra queste, l’organizzazione di scuole estive di management per Quadri e Dirigenti, compagne di comunicazione, convegni e seminari incentrati sui temi della rappresentatività e sulle problematiche delle imprese. Nel 2003, ispirandosi alla nuova regolamentazione europea riguardo le PMI, e dopo un’attenta e scrupolosa riflessione, insieme con un ristretto e qualificato gruppo dei soci fondatori, decide di trasformare l’Associazione Imprese Artigiane in una Confederazione a carattere nazionale denominandola UNIMPRESA, Unione Nazionale di Imprese. Nel 2009 viene insito del premio Guido D’Orso per il contributo che l’associazionismo delle pmi, basato su principi etici e di solidarietà tra le persone, ha dato e potrà dare per un reale sviluppo economico e sociale del mezzogiorno. Nel 2025 ha ricevuto l’Attestato al merito dell’operosità aristocrazia del lavoro dall’unione della Legion d’Oro quale riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore dei servizi alle imprese. Sotto la sua guida, la Confederazione ha raggiunto ragguardevoli traguardi.
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