“La crescita continua del debito pubblico zavorra le misure e le prospettive per la ripresa dell’economia italiana. Il progressivo allargamento del buco nei conti dello Stato rappresenta una seria minaccia per la crescita del prodotto interno lordo, riduce le speranze di veder ridotta la pressione fiscale, allontana gli investitori internazionali.
Tutto ciò dimostra pure che anni di austerity e tasse pesantissime sia sulle famiglie sia sulle imprese non sono servite a nulla: il quadro di finanza pubblica non migliora più di tanto e i tributi aumentano”. Così il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commenta i dati della Banca d’Italia diffusi oggi secondo cui il debito pubblico italiano a gennaio è cresciuto di 21,6 miliardi di euro arrivando a 2.191,5 miliardi.
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