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Nuovo crollo sui listini per Saipem.

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Saipem crolla del 22,4% a Piazza Affari, dopo il secondo profit warning nel giro di cinque mesi. Dal 29 gennaio scorso, giorno del primo allarme sui conti, il titolo è passato da oltre 30 euro agli attuali 15,6, perdendo in borsa il 49% circa. Al momento le azioni trattano ai minimi da fine aprile 2009. In forte calo anche Eni (-2,43%), che detiene il 43% di Saipem e che da fine gennaio ha ceduto il 14,8%. Venerdì la società ha rivisto al ribasso la stima sull’ebit 2013 di 650/750 milioni di euro, aspettandosi quindi un margine operativo tra zero e 100 milioni dai precedenti 750 milioni, una perdita di 300/350 milioni di euro rispetto a una stima di utile netto di 450 milioni e un debito netto a 4,9-5,1 miliardi dai precedenti 4,3 miliardi. Tre le cause: i crescenti problemi in Algeria, con un impatto negativo per 350 milioni, i problemi su due contratti in Messico e Canada (260 milioni) e questioni tecniche su due mezzi navali. Immediate le reazione degli analisti, sia su Saipem sia su Eni. Per il Credit Suisse è «impossibile investire su Saipem finchè le incognite non saranno chiarite»: gli esperti hanno tagliato i target per il 2013, le stime di utile per azione 2014-2015 rispettivamente del 30 e del 12% e il target price a 16 euro, sottolineando che le azioni sottoperformeranno il comparto. Anche Equita ha rivisto le previsioni, spiegando che «il nuovo profit warning aumenta significativamente l’incertezza sulla velocità di recupero degli utili e la probabilità di ulteriori sorprese negative su altri contratti».