Home Spirito d'Impresa Bagnasco e Unimpresa uniti dal bene comune

Bagnasco e Unimpresa uniti dal bene comune

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“Urge investire finanziariamente a favore delle aziende, soprattutto quelle medie e piccole, che più delle atre faticano a proseguire la loro attività”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo giovedì 13 giugno al XVII congresso della Cisl a Roma. Per chi segue attentamente l’attività di Unimpresa, deve essere sembrato che il capo dei vescovi italiani avesse trovato ispirazione nei continui, accorati e precisi, interventi che Paolo Longobardi, ormai da tempo, pone in essere a difesa della categoria degli imprenditori e dei lavoratori proprio delle piccole e medie imprese. L’invito del capo dei vescovi italiani è stato quello di investire sui giovani, “per il nostro Paese lo scarso investimento sui giovani in termini di formazione scolastica e universitaria, oltre che di inserimento nel mondo lavorativo, assume il carattere di un’autentica calamità, che si trasforma in dramma esistenziale per molti”. Come dargli torto? Una società, che si mostra incapace di progettualità concreta accompagnata dalla formazione e dall’opportunità di mettere in pratica quanto imparato e organizzato, non ha lunga vita davanti a sé. Ma la Chiesa non dimentica nessuno. Il rischio, infatti, è quello di assolutizzare l’attenzione sui giovani, emarginando anche dal pensiero quanti, diremmo più grandi, hanno perso il lavoro o ne sono in procinto. Di qui l’invito del presule rivolto ai sindacati che, di fronte agli squilibri economici di questi tempi, “dovranno far sentire la loro voce” a difesa dei diritto al lavoro e per rompere l’inaccettabile forbice tra i salari. Del lavoro l’uomo ha diritto, senza di esso, non può realizzarsi come persona, dotata di intelletto e di creatività, né offrire il suo pieno contributo al bene comune. E’ per questo che, il presidente della Cei, nel suo intervento spiega come l’uomo possa uscire dalla crisi: “bisogna partire dalla dignità dell’uomo, nel lavoro è in gioco l’umanità stessa dell’uomo, perché è espressione della sua persona, della sua intraprendenza e del suo ingegno”. Splendida unità di vedute tra il pensiero della Chiesa e quello di Unimpresa.

Alfonso D’Alessio